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Come evitare che le app accedano alla posizione? Le impostazioni spesso trascurate che fanno la differenza

Elio Montesidi Elio Montesi· 19/08/2026 20:05
Come evitare che le app accedano alla posizione? Le impostazioni spesso trascurate che fanno la differenza

La posizione del tuo smartphone è il dato più prezioso che possiedi, eppure molti di noi non sa come controllarla davvero. Ogni giorno decine di app chiedono accesso ai tuoi dati di localizzazione, e la maggior parte degli utenti clicca "permetti" senza pensarci. Il problema non è la tecnologia in sé, ma la consapevolezza: il 74% degli utenti non sa che le app continuano a tracciare la posizione anche quando non sono in uso, rubando batteria e dati sensibili.

Non è paranoia: è una questione di controllo. Da quando gestisci decine di app sul tuo dispositivo, perdi traccia di chi accede veramente alla tua posizione e quando. Questo articolo ti mostra le impostazioni che fanno davvero la differenza, quelle che il 90% degli utenti ignora completamente.

Perché le app vogliono la tua posizione

Le aziende non chiedono l'accesso alla posizione per curiosità. È un dato con valore commerciale enorme. Sanno dove sei, quando sei lì, quante volte torni in certi posti, quali sono i tuoi orari. Questo profilo comportamentale vale oro per chi vende pubblicità mirata, per i gestori di negozi che vogliono capire il traffico pedonale, per le assicurazioni che vogliono verificare i tuoi movimenti.

Il tracciamento della posizione avviene tramite GPS, ma anche attraverso triangolazione delle reti Wi-Fi e celle telefoniche. Le app utilizzano spesso una combinazione di questi metodi: il GPS è preciso ma consuma più batteria, mentre Wi-Fi e celle sono meno esatte ma più efficienti energeticamente.

Secondo Regolamento generale sulla protezione dei dati|GDPR, le aziende devono chiederti il consenso esplicito. Ma il consenso è spesso confezionato in modo subdolo: app che non potrebbero funzionare senza localizzazione (come Maps o Uber) sono mescolate con app che la localizzazione la vogliono solo per adattare gli annunci pubblicitari (come social network o app di shopping).

Le impostazioni di sistema che non guardi mai

Iniziamo da quello che pochi sanno. Su iPhone e Android esistono due livelli di controllo: le impostazioni del sistema operativo e le impostazioni dentro la singola app. La maggior parte degli utenti gestisce solo il secondo livello.

Su iPhone, accedi a Impostazioni > Privacy > Localizzazione. Qui vedi tutte le app che hanno accesso, ma non è finita. Clicca su ogni app e scoprirai quattro opzioni: "Mai", "Solo mentre usi l'app", "Sempre", e talvolta "Quando usi l'app con la localizzazione approssimativa". Questa ultima è il segreto che cambia tutto: molte app potrebbero funzionare benissimo con una localizzazione approssimativa (sanno che sei a Milano, ma non sapono che sei in Via Montenapoleone). Scegli questa opzione per le app che non necessitano di precisione millimetrica.

Ancora più importante: disabilita "Localizzazione approssimativa" per tutte le app. Vai in Impostazioni > Privacy > Localizzazione > Servizi di localizzazione, scendi fino in fondo e troverai le opzioni di sistema. Molti non sanno che app come Meteo, Banca e Store potrebbero usare la tua posizione senza che tu l'abbia esplicitamente permesso. Disabilita questi servizi se non sono essenziali.

Su Android è ancora più subdolo. Le opzioni di localizzazione si dividono tra "Posizione" (che riguarda le app) e "Cronologia delle posizioni" (che Google tiene traccia separatamente). Vai in Impostazioni > Posizione > Servizi di localizzazione. Qui troverai un'opzione nascosta: "Cronologia delle posizioni di Google" o "Timeline". Questo è il servizio che registra letteralmente ogni tuo movimento, 24 ore su 24. Se non lo disabiliti, Google ha una mappa dettagliata della tua intera vita. Accedi a myactivity.google.com, vai nella sezione "Posizioni" e capirai di cosa sto parlando.

Gli errori comuni che compromettono la tua privacy

Il primo errore è usare profili di localizzazione predefiniti senza modificarli. Molti telefoni vengono configurati dal negozio con tutte le opzioni di tracciamento attive. Non controllare questa impostazione iniziale equivale a regalare i tuoi dati.

Il secondo errore è credere che disabilitare il GPS basti. Il sistema operativo può localizzarti anche senza GPS, usando reti Wi-Fi e torri cellulari. Se vuoi davvero bloccare tutto, disabilita completamente il servizio di localizzazione a livello di sistema, non solo il GPS.

Il terzo errore è un falso mito: molti pensano che "disabilitare Bluetooth" impedisca il tracciamento tramite beacon nelle negozi. Non è vero. I beacon utilizzano una tecnologia separata; il vero tracciamento avviene attraverso le reti Wi-Fi a cui sei connesso. Se sei in un centro commerciale e il Wi-Fi è attivo, il tuo telefono trasmette costantemente il suo indirizzo MAC (il tuo identificativo univoco).

Il quarto errore è ignorare le app di terze parti. Molti non sanno che app come browser web, app di fitness, o app di messaggistica richiedono localizzazione e la ottengono attraverso permessi nascosti. Leggi davvero quello che ogni app chiede prima di installare.

Se fossi al tuo posto: la strategia concreta

Non serve essere paranoico, ma essere consapevole. Ecco come io procederei. Prima cosa: fai un audit delle app installate. Su iPhone, vai in Impostazioni > Privacy e controlla sistematicamente Contatti, Calendario, Foto, Localizzazione. Disinstalla le app che non usi più e che hanno accesso a questi dati sensibili.

Seconda cosa: crea due categorie. App essenziali (Maps, Uber, Meteo) che effettivamente beneficiano dalla localizzazione precisa: lascia loro accesso completo. App che potrebbero funzionare con approssimazione: imposta su "Solo mentre usi l'app" e scegli localizzazione approssimativa. App che non hanno alcun motivo di sapere dove sei (social network, app di shopping, news): imposta su "Mai".

Terza cosa: controlla VPN|le tue connessioni VPN. Se usi una VPN affidabile, il tuo vero indirizzo IP rimane nascosto, ma il tracciamento della posizione tramite GPS funziona comunque. Una VPN protegge dalla localizzazione ISP, non dal GPS.

Quarta cosa: su Android, accedi a Google Account e disabilita la cronologia delle posizioni. Se è già stata registrata una cronologia, cancellala. Questo è il controllo più potente che puoi fare.

Checklist operativa per oggi

  • Accedi alle impostazioni di localizzazione del tuo telefono
  • Per iPhone: Impostazioni > Privacy > Localizzazione; per Android: Impostazioni > Posizione
  • Rassegna tutte le app autorizzate e cambia le non essenziali su "Mai" o "Solo mentre usi l'app"
  • Scegli "Localizzazione approssimativa" per le app che non hanno bisogno di precisione
  • Se Android: disabilita la "Cronologia delle posizioni di Google" in Google Account
  • Se iPhone: controlla Servizi di localizzazione e disabilita Bussola, Meteo, Store se non necessari
  • Esamina le app recentemente installate che richiedono accesso alla posizione
  • Imposta un promemoria mensile per controllare nuovamente i permessi di localizzazione

La tua posizione è tua. Non regalare dati sensibili per comodità marginale. Bastano 15 minuti per controllarla davvero.

Elio Montesi
Elio Montesi

Elio è appassionato di nuove tendenze software sin dal suo primo lavoro come help desk in un’azienda di trasporti. Si dedica all’approfondimento di strumenti SaaS per piccole imprese e racconta come la tecnologia cambia l’operatività aziendale giorno per giorno.